Cosa ci rimane del paradiso

mostra

Il progetto "Cosa ci rimane del paradiso" è scaturito da una riflessione condotta durante le lezioni di Educazione Civica in due classi prime della Scuola secondaria, la prima B e la prima C. Le lezioni avevano come scopo rendere  allievi e allieve consapevoli dei diritti loro riconosciuti dalla "Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" e dell'importanza di tale documento che rappresenta un punto di partenza nel difficile cammino per la tutela di questi diritti fondamentali a beneficio dei bambini di tutto il mondo.

Le lezioni si sono svolte a fine gennaio 2026 e sono coincise con la Giornata della Memoria; ciò ha portato ad una riflessione su come le situazioni di guerra o conflitto rappresentano di fatto la negazione di tutti i diritti riconosciuti ed elencati nella Convenzione. 

Gli allievi e allieve a coronamento di questo percorso hanno realizzato una piccola installazione, ospitata nel tunnel vetrato che unisce le due ale della scuola. L'installazione consiste di una serie di cavalletti, collocati lungo il tunnel e su cui sono esposte delle immagini, legati tra loro da una corda alla quale sono appesi dei foglietti rettangolari realizzati da tutti gli allievi e allieve delle due classi. Sui foglietti ci sono scritti i nomi di bambini ebrei e di bambini palestinesi di cui è stato possibile trovare delle informazioni. Vi sono inoltre alcuni foglietti che fanno riferimento ad altre drammatiche situazioni in cui sono morti e continuano a morire bambini e giovanissimi (Ucraina, Sudan, Bosnia, Siria,...). Gli studenti hanno preparato ciascuno 6 foglietti e li hanno personalizzati con disegni e frasi. Ognuno di loro ha poi provveduto a collocarli sulla corda in un atto simbolico che oltre a ricordare vuole anche denunciare le terribili condizioni di vita e le gravi ingiustizie che ieri come oggi milioni di bambini continuano a subire.

Per non perdera la speranza...

La "Speranza" è quella cosa piumata -

che si viene a posare sull'anima -

Canta melodie senza parole -

e non smette - mai -

Emily Dickinson